La quarta edizione del Bologna Portici Festival si è chiusa con un bilancio straordinario, attirando ben quarantamila visitatori in quattro giorni di programmazione dal 4 al 7 giugno 2026. La manifestazione, nata per celebrare i celebri portici cittadini riconosciuti dall'Unesco, si è ormai affermata come l'evento di riferimento per l'apertura dell'estate culturale bolognese, capace di unire il centro e le periferie in una grande festa collettiva che quest'anno ha voluto anche stimolare una profonda riflessione sul futuro delle comunità urbane.
Il palinsesto ha offerto oltre quaranta appuntamenti aperti a tutti e completamente gratuiti, capaci di conquistare un pubblico estremamente eterogeneo. Il cuore pulsante dell'evento è stato piazza Maggiore, che ha registrato il tutto esaurito ogni sera grazie a un parterre di ospiti prestigiosi. Tra i momenti più significativi spicca il ritorno in città di Luciano Ligabue, inserito nelle celebrazioni per il ventennale di Bologna come Città Creativa della Musica Unesco, e il concerto di chiusura affidato all'Orchestra del Conservatorio “G.B. Martini” diretta dal maestro Aldo Sisillo, che ha ufficialmente lanciato la prossima edizione del Festival Respighi.
Tra le iniziative di maggior successo di quest'anno, è stata l'introduzione dei "Portici Talks", un ciclo di dibattiti ospitato in luoghi suggestivi come il Chiostro dell’Arena del Sole e il Cortile di Palazzo d’Accursio. Questi incontri hanno visto dialogare figure di spicco della politica, della cultura e del giornalismo su temi cruciali della nostra epoca. Tra gli interventi principali si ricordano il confronto tra il sindaco Matteo Lepore e il primo cittadino di Roma Roberto Gualtieri (occasione in cui sono stati anche consegnati i Premi ALI Francesco Zanardi), l'omaggio alle Madri della Repubblica con il governatore Michele de Pascale e Serena Dandini, e ancora le riflessioni di Aldo Cazzullo, Rula Jebreal, Marco Damilano, Maura Gancitano e Corrado Formigli. Il mondo della letteratura e della filosofia è stato invece rappresentato da autori come Paolo Giordano, Gad Lerner, Chiara Valerio, Emanuele Coccia e Miguel Benasayag.
Il festival ha saputo anche valorizzare le radici e le tradizioni locali spostando il proprio baricentro verso piazza della Pace. Qui ha debuttato con successo "Bulåggna Sound", un progetto itinerante dedicato alla musica dialettale che proseguirà nei prossimi mesi sul territorio metropolitano per poi concludersi a Ferragosto proprio in piazza Maggiore. Non è mancato lo spazio per il ballo tradizionale con la "Filuzzi in Piazza", che ha fatto scatenare centinaia di persone, né i momenti legati alla memoria cittadina, come il tributo per i cent'anni dello stadio e le "Chiacchiere da Bar Sport" al Bar Billi del Meloncello, un nostalgico omaggio ai racconti di Stefano Benni.
Grande attenzione è stata riservata alle nuove generazioni con il debutto di "Portici Kids": una serie di laboratori, spettacoli e giochi organizzati in via Farini e piazza della Pace per far scoprire in modo divertente la storia dei portici ai più piccoli. Sul fronte espositivo, i visitatori hanno potuto apprezzare diverse mostre, tra cui quella dedicata alla storica manifattura Aemilia Ars al Museo Civico Medievale e il progetto fotografico "Vortici". Infine, si è confermato il grandissimo interesse per le visite guidate archeologiche e storiche, che hanno registrato oltre 1300 partecipanti in vari percorsi urbani, tra cui l'esclusiva e richiestissima apertura straordinaria del palazzo della Banca d'Italia.
